1. Emicrania: che fare?

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Hai scoperto di soffrire di emicrania? Certo non è confortante, ma sei in buona compagnia. L’emicrania colpisce circa il 12% della popolazione mondiale, vale a dire miliardi di persone. In Europa sono circa 41 milioni le persone tra i 15 e i 65 anni affette da emicrania, di cui 6 milioni di italiani, in maggioranza (circa ¾) donne. Si tratta di una patologia altamente invalidante, che limita significativamente la vita del paziente, sia a livello personale che sociale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito l’emicrania nella massima categoria di disabilità: secondo i dati raccolti in Europa, ogni giorno 600mila persone restano a letto perdendo giornate di studio e di lavoro, con un costo individuale di quasi 600 euro/anno (tra visite, medicinali e ridotta produttività sul lavoro) ed un costo complessivo di 10 miliardi di euro per la Comunità Europea.

L’emicrania, difatti, è solitamente resistente ai comuni analgesici da banco. Per risultare efficace, la terapia deve essere stabilita solo dopo un’accurata diagnosi che tenga conto del tipo di emicrania, delle caratteristiche del paziente e dei fenomeni associati come la nausea, il vomito, fastidio per le luci ed i suoni ecc.

Dopo aver accertato il tipo di emicrania ed individuato il farmaco maggiormente indicato, è necessario anche stabilire il corretto metodo di somministrazione e seguirlo pedissequamente: anche assumere il farmaco giusto nella maniera sbagliata, infatti, può renderlo completamente inefficace.

Nonostante solo il 10% degli affetti da emicrania speri di poter guarire, in realtà è possibile per tutti tenere sotto controllo questa patologia: è però necessario seguire degli accorgimenti specifici e non sottovalutare alcun sintomo.

Da parte tua servono convinzione, costanza e scrupolo nel riferire al medico ogni cosa che non va nella tua emicrania o nel trattamento che ti è stato prescritto.

Rispondi alle 4 semplici domande che seguono e controlla subito se stai gestendo la tua emicrania in modo adeguato.